Dieta Mima digiuno: perchè?

Dieta Mima digiuno: perchè?

Frutto di anni di studio, soprattutto in laboratorio, qualche anno fa è uscita alla ribalta e ha spopolato la dieta mima-digiuno. Fonte ed elisir di lunga vita, paladina della salute e della forma fisica, questa dieta però non svela fino in fondo il perché dei meccanismi di cui si fa portatrice. Se ci pensate:

perchè l’organismo umano ringiovanisce o si rinnova quando soggetto ad uno stress come il digiuno?

Le cellule si rinnovano, ma questo stimolo di che tipo è?

L’organismo come vive uno stress ripetuto nel tempo di anni, soprattutto in un contesto sociale come quello in cui tutti noi viviamo?

La dieta mima digiuno prevede un periodo di restrizione massima solo 800kcal, a base vegetale, per 5 giorni da una volta la mese a una volta ogni 6 mesi: perché?

Tra laboratorio e vita quotidina

L’idea nasce, supportata dal dati scientifici, dall'evidenza che una restrizione calorica induca l' autofagia un processo di rimodellamento cellulare dato dalla degradazione di componenti cellulari "vecchi" o sacrificabili per reciclarne e crearne di nuovi o più indispensabili fino alla morte della cellula stessa con una sua sostitutzione per sopperire alle perdita avuta. Quindi con questo “protocollo” l’organismo è spinto ad autorigenerarsi ciclicamente. Non possiamo però sapere se questo stimolo nel tempo comporti dei rischi e di che tipo. Inoltre in laboratorio la cosa funziona benissimo parliamo di cellule che in seguito ad uno stimolo rispondono come descritto… ma se dobbiamo contestualizzare il percorso nella vita di un individuo vi assicuro non è altrettanto calzante; una persona in quei cinque giorni è soggetta ad una vita, ad un lavoro, a delle attività. Infatti si prevede l’inserimento di un aiuto come succhi di frutta a basso contenuto di zuccheri, ma quindi:

perché aggiungere un nuovo importante fattore di stress se analoghi risultati, a lungo termine si possono avere anche con regimi meno restrittivi o con lassi di tempo inferiori?

Tra evidenze congetture e quache forzatura

La Dieta mima-digiuno e i suoi benefici sono stati diffusi e accettati grazie agli studi in laboratorio, su dati ottenuti da piccoli gruppi di persone, in genere casi patologici non seguiti poi a lungo termine, ma soprattutto per analogie con popolazioni che vantano assenza di patologie e/o una ragguardevole longevità: le famose zone blu.  Queste popolazioni però non solo hanno un’alimentazione diversa, in parte molto simile a quelle descritta, ma in vero hanno stili di vita e habitat che discostano sensibilmente da quello in cui la maggior parte di noi vive. Infatti hanno livelli di stress-psicofisico diverso dal nostro, vivono in ambienti meno inquinati e si alimentano con cibi non trattati.


dieta

Ma allora

Viene naturale quindi chiedersi se, contestualizzando nella nostra vita quotidiana, il protocollo mima-digiuno apporterebbe i medesimi vantaggi e una riduzione maggiore dei rischi legati al sovrappeso/obesità rispetto ad una dieta ipocalorica che prenda in considerazione certi criteri basilari come l’infiammazione, l’assetto ormonale, e quindi anche i livelli di zuccheri nel nostro organismo e la qualità degli acidi grassi.  Sono parametri che nella pratica ambulatoriale quotidiana la maggior parte dei professionisti della nutrizione ormai ha ben presente e tiene a mente in ogni piano alimentare che (scrive); i casi clinici qui non sono ovviamente presi in analisi dove il percorso mima-digiuno, ad esempio in ambito oncologico, hanno un valore diverso.

Dieta della longevità & Dieta mima-digiuno: il tandem dimenticato

Venendo alla dieta canonica consigliata nella dieta della longevità, che si segue tra un mima-digiuno e l’altro, altro non appare che una dieta a medio contenuto calorico (1700-1800 Kcal per una donna in età fertile con BMI 22,2) prevalentemente vegetariana, con l’inserimento di un solo pasto proteico (o vegetale o a base, saltuariamente, di pesce) da consumarsi sempre o a cena o a pranzo aspetto curioso di cui non viene spiegato in effetti il perché. Come potete vedere anche in questo caso non parliamo di 5 giorni di sacrificio estremo e poi libertà senza attenzioni anzi prevede un piano alimentare rigoroso formato da due fasi che si ripetono tra loro. Quest'ultimo aspeto però è passato molto in sordina, molti hanno pensato di sacrificarsi per 5 gironi e poi riprendere le vecchie abitudini: ma così è ovvio non ha nessun senso.

Un percorso personalizzato

Alla fine di questo excursus di diete detox, alcaline ed infine mima-digiuno resta sicuro il fatto che il fai da te non è consigliabile, rivolgersi ad un professionista che sappia valutare le vostre necessità da cui farsi affiancare per un percorso mirato alla vostra salute.

Per quanto riguarda la scelta migliore credo che ogni specialista davanti al proprio paziente sappia cosa è meglio fare, credo che i protocolli preconfezionati non vadano mai seguita alla ceca ma ogni cosa debba essere ben contestualizzato, gli eccessi sono sempre da evitare: l’organismo è un complesso sistema di formule e interazioni di cui oggi sappiamo ancora pochissimo e credo che la cosa fondamentale sia mantenere o aiutarlo a mantenere il suo miglior stato di equilibrio.