Spegnere l’infiammazione con la nutrizione

Spegnere l’infiammazione con la nutrizione

L’infiammazione cronica silente è una vera nemica del nostro organismo e si presenta, apparentemente, senza sintomi. La dottoressa Granucci ci spiega come curarla con l’alimentazione.

26/04/2021

Infiammazione: conosciamola meglio 

L’infiammazione è uno stato fisiologico di risposta ad uno stress esterno, in genere di natura transitoria che trova nel breve medio termine una risoluzione. In questi casi, oltre ai canonici analgesici, è possibile affiancare la terapia farmacologica con prodotti naturali che possono ridurre in quantità o nella durata la terapia classica. Questo permette anche ai soggetti predisposti di ridurre i fenomeni recidivanti, il tutto sempre sotto controllo del medico di riferimento.

infiammazione

Rimedi naturali contro l’infiammazione 

Tra i più noti rimedi naturali contro l’infiammazione, ricordiamo i seguenti: 

  • Curcuma e boswellia, che hanno un importante potere anti-infiammatorio sia sistemico che a livello ad esempio osteo-articolare; 
  • Artiglio del diavolo, un potente antidolorifico;
  • Acido alfa-lipoico, un forte antiossidante a sostegno della prevenzione e della risoluzione dei processi di flogosi; 
  • Palmitoiletanolamide (PEA), la quale ha attività antinfiammatoria e analgesica che agisce sulla liberazione del TNF, IL 6 e 8 (molecole pro-infiammatorie).

Tuttavia, non esiste solo un’ infiammazione fisiologica ed indispensabile a rispondere alle offese esterne. Nel nostro organismo, infatti, si instaura anche un’infiammazione di basso grado che nel tempo può cronicizzare e dare origine a molti processi patologici

 

Infiammazione cronica silente 

In alcune condizioni e più frequentemente di quanto si pensi, però, si può instaurare, nel nostro organismo, una condizione di infiammazione cronica di basso grado o infiammazione cronica silente

Si tratta di un’infiammazione con sintomatologia nulla o aspecifica che perdura nel tempo e che, con lo scorrere del tempo, genera il suo effetto come alterare diversi sistemi regolativi, la matrice extracellulare, la segnalazione cellulare, i meccanismi di riparazione da danno, creare una sorta di stato confusionale per il nostro sistema immunitario.

L’insieme di questi effetti porta alla formazione di un terreno fertile per patologie croniche e degenerative. Per questi motivi, l’infiammazione cronica è spesso chiamata “killer silenzioso”. 

 

Le cause principali 

Alla base dell’instaurarsi di questo stato di strisciante malessere cellulare e fisico ci sono diversi fattori:

  • Stress (fisico ma soprattutto psichico);
  • Fumo
  • Inquinamento;
  • Abuso di farmaci;
  • Bevande alcoliche (soprattutto superalcolici o uso eccessivo);
  • Sedentarietà;

E...

  • Alimentazione;
  • Sovrappeso/obesità

 

L’alimentazione può favorire l’infiammazione cronica? 

L’alimentazione gioca un ruolo importante nel promuovere lo stato infiammatorio. Infatti, oggi gli alimenti sono spesso depauperati dei loro naturali nutrienti sia per i tipi di coltivazione/allevamento sia per i trattamenti a cui sono sottoposti. Un esempio è dato dall’uso di pesticidi, antibiotici, trasporto, trattamenti per la conservazione o la commercializzazione (come uso di cere o raffinamento delle farine…). 

Inoltre, sempre più frequentemente la nostra alimentazione è non solo in eccesso, ma profondamente sbilanciata. Spesso, abbiamo cibi poco nutrienti ma ad alto contenuto calorico. Frequentemente siamo molto monotoni nell’imbandire le nostre tavole.

Questi fattori che, poi analizzeremo meglio, protono spesso (ma non sempre) ad un incremento ponderale e ad un ulteriore fattore di rischio: l’accumulo di adipe e di grasso viscerale

 

Tessuto adiposo: l’organo che si infiamma 

Il tessuto adiposo, infatti, è ormai noto non per essere solo un ammasso inerte di riserva lipidica, ma un organo endocrino a tutti gli effetti. In particolare, secerne ormoni e citochine proinfiammatorie producendo, quindi, a loro volta uno stimolo e portando sostengo ad una situazione di infiammazione generale.

Infiammazione e alimentazione 

Inoltre, gli alimenti possono stimolare l’infiammazione sostenendo la secrezione ormonale in particolare di:

  • Insulina;
  • Cortisolo;
  • Acido Arachidonico e grassi saturi. 

 

Il ruolo dell’insulina 

Per controllare l’infiammazione silente, è importante controllare e cercare di mantenere “costante” la secrezione insulinica. Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo stare attenti agli zuccheri semplici ma anche complessi.

Quindi, ridurre drasticamente dolci e dolcetti, ma controllare anche l’apporto di pane, pasta e, in generale, dei cereali. In particolare, dovremmo fare attenzione ad una corretta combinazione con gli altri nutrienti e valutare la loro qualità. 

Infatti, favorire i cereali integrali a quelli raffinati aiuta a ridurre il carico glicemico (grazie alla fibra presente nel prodotto non raffinato), il picco glicemico e, quindi, a ridurre la secrezione insulinica. Mantenere, poi, una glicemia più o meno costante (cercando quindi di fare gli spuntini) aiuta la gestione dell’insulina

Inoltre, prodotti come glutine e caseine favoriscono una “distrazione immunologica”, che favorisce stati infiammatori intestinali e, di conseguenza, un eccesso nella loro assunzione può correlare con un’infiammazione sistemica.

 

Infiammazione cronica silente e cortisolo 

Il controllo del cortisolo è già più complesso. Questo è un ormone circadiano spesso alterato da moltissimi fattori diversi. Per controllare la sua corretta secrezione è necessario in generale avere un buon stile di vita

  • Sonno ristoratore ad orari congrui;
  • Alimentazione bilanciata, rispettando orari ottimali dei pasti principali e giusta ripartizione dei macronutrienti tra colazione, pranzo e cena;
  • Controllare carboidrati ma anche l’apporto proteico; 
  • Non saltare gli spuntini;
  • Attività fisica prima delle 18. 

 

Acido arachidonico e grassi saturi

L’acido arachidonico è un omega 6, grasso poli-insaturo, da cui derivano anche molecole proinfiammatorie, se in eccesso. Infatti, gli omega 6 sono importantissimi, ma devono avere un rapporto di almeno 4 a 1 con i famosi omega 3, ma oggi gli omega 6 sono veramente in netta maggioranza e, spesso, di derivazione animale. 

Questo eccesso di omega 6 spiazza tutti gli enzimi che dagli omega 3 porterebbero alla produzione di molecole antinfiammatorie. Oltre a questo, sono sicuramente da limitare drasticamente gli acidi grassi saturi che su più fronti favoriscono l'infiammazione. Si è visto che i grassi saturi modulano l’espressione genica degli adipociti (cellule del tessuto adiposo) spostandola verso un profilo pro-infiammatorio.

Invece, cibi integrali, verdure fresche, pesci grassi pescati (sgombro, tonno, cefalo, trota..) aiutano a proteggere e prevenire gli stati infiammatori. Un aiuto lo possiamo trovare anche nel tè verde, nelle spezie e erbe aromatiche (curcuma, curry, rosmarino…) con cui possiamo ridurre il nostro consumo di sale

 

Combattere l’infiammazione cronica a tavola 

Quindi, per avere una vita sana è importante avere attenzione su molti aspetti e l’alimentazione sicuramente gioca un ruolo importante sia sul metabolismo cellulare, sulla produzione di fattori molecolari, sia sull’espressione genica. Ciascuno di noi, poi, avrà un’inclinazione personale ad un rischio infiammatorio individuale, ma in generale con alcune mosse è possibile fare un’attenta e mirata prevenzione.
La salute, infatti,  si cura nel tempo ma soprattutto con piccoli gesti quotidiani che entrando nella nostra routine possono fare la differenza.

 


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